XXX 43

XXX 43

Location: Sala Laurana – Prefettura di Pesaro
Orario: 30 giugno 8 luglio 20,00 – 23,00 | Ingresso libero
18,00 – 23,00 | Ingresso libero
Curatore: 
Giulia Ronchi
Paese: Italia

EXHIBITION

Kyrahm e Julius Kaiser

(A)MARE CONCHIGLIE

video, 20’, 2015

 

Il video è tratto dalla performance live svoltasi durante la Biennale di Anzio e Nettuno del 2015: Kyrahm e Julius Kaiser, duo artistico che da sempre conferisce alla propria attività artistica grande impegno politico e sociale, hanno cercato per settimane nei centri di accoglienza e nelle strade circostanti persone e storie di migrazioni.
Ambra, il signor Anselmo, i fratelli Gentle, John, Promise, Theo e l’artista Kyrahm si ritrovano così in mezzo al mare, sul litorale nord di Forte Sangallo, riuniti a convivio e totalmente immersi in un’allegoria suggestiva. Appartenenti a generazioni e luoghi lontani, gli astanti raccontano la loro storia, fatta di difficoltà e drammi familiari, di guerre. Un confronto tra vecchi migranti e odierni immigrati, accomunati dalla ricerca di una prospettiva migliore e dal mare, scenario dei loro racconti e mitigatore delle loro ferite. Questa cronaca di vita vera viene elevata da una forte componente rituale e simbolica: una valigia deposta sugli scogli, il lancio del sale e un canto in sottofondo. Per restituire il mare al mare, e ricordare coloro che non ci sono più.

Andrea Mineo

OPERA IN TRE ATTI

video, 44’ 33’’, 2015

 

[…] ciò significa che la materia e l’energia possono presentare la caratteristica sia delle onde che delle particelle e che il loro comportamento dipende dalla presenza di un osservatore.” La ricerca artistica sulla fruizione, su quella particolare dinamica percettiva che si instaura tra opera e spettatore, porta l’artista Andrea Mineo a elaborare e compiere una pièce teatrale, ma senza pubblico, senza riflettori, di notte, nascosto all’interno di un edificio istituzionale in una condizione di latitanza. In seno alla tradizione antica, dipingendosi il volto di bianco l’attore abbandona la propria condizione fisica per entrare in una dimensione altra, quella fittizia di una recitazione che lascia spazio al gioco, alla riflessione, all’errore, all’imprevisto, alla verità.

Enrico Boccioletti

ANGELO AZZURRO

video, 30’ 50’’, 2014

 

L’Angelo Azzurro è un cocktail che conobbe ampia diffusione nei paesi del bacino del Mediterraneo durante gli anni Novanta. La sua assunzione è legata a un immaginario da discoteca euro-trance e rave party. Negli stessi anni si assisteva, sul piano politico, alla nascita dell’Unione Europea, una prospettiva di coesione internazionale basata su interessi economici e naufragata sull’effettivo senso di identità comunitaria. Così Enrico Boccioletti racconta lo stridore di una generazione cresciuta su una struttura fallace che di contro si è ritirata nell’alienazione allucinata di rave e droghe. Il video è presentato come un mixtape che, sulle tracce di hit Euro-NRG techno-trance alterna, stratificandoli, riprese da videocassette rave pirata, momenti salienti della formazione della comunità economica europea e materiale originale che documenta undici variazioni di avvelenamento del cocktail posti in asettici setting funebri, presagio di un Angelo tutt’altro che salvifico. Il filosofo francese Gilles Deleuze, riflette sulla condizione degli intellettuali e del proprio tempo, ma le sue parole vengono offuscate da laser da discoteca e dal simbolo della nuova moneta, che gravita come un’ossessione patinata. Angelo Azzurro è il racconto di un tempo e della sua negazione stessa, un packaging immacolato dal contenuto velenoso e dal gusto amaro.

Curatore
GIULIA RONCHI

ITALIA

Giulia Ronchi (Pesaro, 1991) frequenta il corso di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l’Accademia di Brera. È residente a Milano dove lavora all’interno del gruppo curatoriale OUT44, che da oltre un anno opera indagando la realtà artistica emergente milanese. Centrale al suo lavoro è l’attività giornalistica che svolge parallelamente, scrivendo per riviste d’arte contemporanea quali Exibart e Artribune.

Project

DISSUASORI MOBILI

 

I dissuasori mobili sono strumenti che, impiantati nel tessuto stradale, si alzano e si abbassano oltre il livello dell’asfalto, regolando transiti, alternativamente creando e dissolvendo barriere.
Gli artisti coinvolti in questa metafora urbana conducono una ricerca strettamente radicata nella realtà, che tocca tematiche di ordine sociale, politico ed economico di grande impatto nell’epoca contemporanea.
Come dissuasori mobili, che partono dal suolo per poi innalzarsi, i lavori che saranno presentati nel cuore della città di Pesaro, seppur accomunati da una forte componente performativa su supporto video, adottano linguaggi disparati: sfociano nell’apice di espressioni allucinate-psichedeliche, oniriche o poetiche, ma non abbandonano mai la condizione reale, punto di partenza.
I “Dissuasori Mobili” danno vita a opere intrise di forte carica critica, dimostrando di poter analizzare lucidamente una problematica apportando una personale elaborazione artistica dagli esiti imprevedibili. Questa cronaca di vita vera viene elevata da una forte componente rituale e simbolica: una valigia deposta sugli scogli, il lancio del sale e un canto in sottofondo. Per restituire il mare al mare, e ricordare coloro che non ci sono più.