XXX 19

XXX 19

Location: Corso XI Settembre, 124 (Palazzo Tortora)
Orario: 21,00 – 23,00 | Ingresso libero
Curatore: Chiara Moro
Paese: Italia

EXHIBITION / VIDEOARTE

Jonathan Zawada (Australia)

GLITTURGY

 

Uno sfondo azzurro, il sole che splende tra le fronde di palme dorate e luccicanti, catturate nel loro continuo e perpetuo muoversi ondulatorio. Limpido il richiamo a un mondo ancestrale e divino, una liturgia glitterata, una idolatria surreale e visibilmente costruita, una ironica e tagliente rappresentazione del contemporaneo. Jonathan Zawada gioca con elementi “intoccabili”, parte di una società dalle mille contraddizioni, utilizzando voci umane sovrapposte e poco comprensibili, da lui de nite “audio production logos” per accompagnare questo suo istrionico viaggio nel mondo dell’immagine in movimento.


Angelo Ricciardi (Italia) + Laure Keyrouz (Libano)

Carissimo Angelo, Carissima Laure,

 

È quando le barriere sembrano insormontabili che la poesia ci viene in soccorso. Non si parla solo di spaccato sociale, ma anche di un tentativo di riunire realtà storiche tra loro molto simili ma in nitamente lontane. Angelo Ricciardi Laure Keyrouz si domandano circa il potenziale dell’artista nel mondo contemporaneo, contesto globale frammentato e problematico in cui ci si ritrova ad essere inerti marionette. La risposta degli artisti alla lontananza spesso solo concettuale che esiste tra gli uomini, è un effettivo e sico avvicinarsi. Tra le spiagge di Napoli e Beirut, città degli artisti, vi sono in linea d’aria poco più di 2000 km,”Kilometri che diventano circa 3.800 se ci muoviamo via terra in direzione est, addirittura quasi 8.500 andando in direzione ovest. Svuotare il mare ridurrebbe, di fatto, le distanze.” Ed è un ridurre distanze di concetto e di credenze, prima ancora che muoversi effettivamente con il proprio corpo in una determinata direzione. È questa dicotomia che viene sottolineata dai gesti degli artisti che, nei rispettivi video, tentano di svuotare un mare fatto di strati cazioni sociali, storiche e antropologiche. Ne deriva un lavoro estremamente intimo, glio di un amore che è istinto arcaico in tutti gli uomini, ma che nella sua stessa intimità si apre ad essere globale.

Liana Zanfrisco

DONDOLO

 

Un’opera in costante movimento, gura antropomorfa realizzata dalla combo di elementi geometrici, indipendenti tra loro ma allo stesso tempo frammenti pulsanti di un ragionamento coerente che porta ad inedite conclusioni. I disegni, gli oggetti, le gure che Liana Zanfrisco crea sono pezzi di un puzzle che si può sviluppare in ogni direzione, in un lavoro radicato nella stessa vita e che nisce per contaminarla e contaminarsi in uno scambio biunivoco. Un lavoro nel quale il tratto netto de nisce l’orbita, la direzione,la dimensione e l’indirizzo elegante ed accurato. Un tratto netto e preciso, la decisa in uenza del cinema d’animazione, del fumetto e della fotogra a evidenti soprattutto nella particolare composizione delle forme anche solo abbozzate e nell’originale taglio delle inquadrature, costituiscono i principali elementi della sua sintassi iconica. Coinvolta in ogni storia che sceglie di riproporre su carta, si af anca a quel lone narrativo che è l’illustrazione, il creare suggestioni non ni a se stesse ma parte di un percorso, una vicenda, un viaggio. Le sue pulite e coinvolgenti illustrazione invitano a conoscersi meglio, ad af nare lo sguardo e conducono per mano in una visione fresca, nuova e dal forte potenziale seduttivo.

Liana Zanfrisco

LIKE ME

 

Quotidianamente bombardati da icone, immagini, miraggi, raramente ci accorgiamo di quanto essere sé stessi possa essere la vera ivoluzione. In questo video ritmato, glio del consumismo più basilare, sia per la forma che per il contenuto, Liana Zanfrisco ci conduce nel mondo dei paradossi, dell’alienazione, della fulgida e briosa quotidianità, simpatica esternazione di paure recondite che ciascuno di noi si porta dentro spesso inconsapevolmente, a causa del semplice rapportarsi con gli altri e delle sue conseguenze.

Curatore
CHIARA MORO

ITALIA

 

Chiara Moro basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti di comunicazione sempre diversi cati a seconda dell’utente nale. Curatrice di formazione, dà vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.