XXX 29

XXX 29

Location: Spazio Lugli – Corso 11 Settembre, 44
Orario: dal 29 all’1 luglio dalle 17.15 fino a fine proiezione / dal 4 all’8 luglio dalle 17.15 fino a fine proiezione | Ingresso libero
Curatore: Micole Basile
Paese: Italia

EXHIBITION / VIDEOARTE

“Surrealismo e cinema d’avanguardia, ovvero l’occhio e l’arte di vedere oltre”

L’idea parte da una riflessione sulla sperimentazione video / cinematografica contemporanea, per riscoprirne le sue radici. Le sue radici più consapevoli hanno inizio intorno alla metà del 1920. Subito dopo il periodo dadaista, all’interno di circuiti culturali e artistici, che si radunano nei caffé nei salotti parigini, alcune tra le figure di spicco, della fotografia, dell’arte figurativa, della poesia e del teatro, si cimentano come nuovi pionieri nell’arte cinematografica, attraverso la quale sperimentare nuovi linguaggi. Ad exemplum abbiamo scelto tre titoli rappresenttivi. Partendo dal meno celebre  Emak Bakia – nella lingua basca ” give me peace” di Man Ray, con la partecipazione di Picasso – del 1926, passando per il più noto Un chen Andalou – un cane andaluso – di Louis Bunuel, con la partecipazione di Salvador Dalì – del 1929, arrivando al più maturo  Le sang d’un poet – il sangue di un poeta – di Jean Cocteau – del 1930.

Tutti e tre ripropongono un tema caro agli artisti di quell’epoca – la visione onirica, simbolica e quindi surreale  – da qui cinema surrealista – del racconto narrativo, che rompe le dimensioni spazio temporali e attraversa l’inconscio. L’occhio, la mano, la bocca, lo specchio, il colletto bianco, la donna, l’uomo, gli insetti, le porte, la morte, il tempo,  sono tutti simboli ricorrenti, che la psicologia freudiana aveva messo sul tavolo, esaminandone e dissezionandone il significato remoto e nascosto. L’attualità di queste opere d’arte rimane costante nella sua visione, visione a cui lo spettatore dovrà abbandonarsi come in una seduta di psicoanalisi degna del migliore regista dell’inconscio.

Emak Bakia ( Give Peace ) di Man Ray
1926  / 16 min

Un chen andalou
di Louis Bunuel e Salvador Dalì
1929 / 21 min

Le Sang d’un poet
di Jean Cocteau
1930 / 54 min

Curatore
Micole Basile